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Sioux
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I mwcqSioux (rara la forma italianizzata mwcgsiù;cite-ref-1[1] pronuncia francese e italiana [sju], pronuncia inglese [suː]cite-ref-2[2]), altrimenti noti con l'endonimo mwfqOčhéthi Šakówiŋ, sono un mwfggruppo etnico mwfwnordamericano.
Contents
• Note
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Origine del nome
Il termine è l'abbreviazione dell'espressione mwgwNadovessioux, termine francese originato dalla deformazione di mwhaNādowessi (piccoli serpenti), ovvero l'appellativo con il quale questo gruppo veniva spregiativamente indicato dalla tribù degli mwhqOjibwa, chiamati impropriamente dai bianchi Chippewa.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Il termine indicava le popolazioni che vivevano nelle grandi pianure centrali degli mwjwStati Uniti e del mwkaCanada meridionale, dal mwkqfiume Platte al monte Heart e dalle foreste del mwkgMinnesota fino al mwkwMissouri e alle montagne note come Bighorn.cite-ref-5[5]
L'equivoco nacque allorché alcuni esploratori francesi chiesero a un appartenente ai Chippewa, tradizionali avversari dei Sioux, il nome della vasta stirpe che popolava quelle terre. La logica risposta fu: "meno che vipera" (rispetto alla "vipera intera" rappresentata ai loro occhi dagli mwmqIrochesi). La parte finale dell'espressione mwmgNadowe-is-iw - singolare di mwmwNadowe-is-iweg - che significava appunto "meno che vipera", servì per sempre a identificare il vasto insieme di tribù mwnadakota e mwnqlakota (varianti dello stesso termine che significa invece mwnggrosso modo "amico", "alleato"cite-ref-6[6]) accomunate da una medesima lingua e da identiche tradizioni culturali.
L'Alleanza Sioux
L'Alleanza Sioux era originariamente costituita da sette distinte entità (mwqgthuŋwaŋ o mwqwtȟuŋwaŋn o, nella forma europeizzata mwratonwan) - formanti un'assemblea che in antico era chiamata "Sette Fuochi del Consiglio" (Očhéthi Šakówiŋ) - denominate:
2. mwugWaȟpékhute (Wahpekute, "mwuwArcieri delle foglie")cite-ref-nld-8-1[8]
3. mwwqSisíthuŋwaŋ (Sisseton, probabilmente "mwwgVillaggio dei territori di pesca")cite-ref-nld-8-2[8]
4. mwyaWaȟpéthuŋwaŋ (Wahpeton, "mwyqVillaggio delle foglie")cite-ref-nld-8-3[8]
5. mwzwIháŋktȟuŋwaŋ (Yankton, mwaaVillaggio alla fine, o in fondo)cite-ref-nld-8-4[8]
6. mwbgIháŋktȟuŋwaŋna (Yanktonai, "mwbwPiccolo villaggio alla fine, o in fondo")cite-ref-nld-8-5[8]
Le prime quattro tribù, che costituivano la sezione orientale della nazione sioux, si qualificavano come "Isáŋyathi" o "Isáŋathi" (termini poi resi dagli europei come Santee) e possono essere definiti come "dakota orientali" (attualmente parlano il dialetto cosiddetto mwgqmwgg"santee-sisseton").
Yankton e Yanktonai costituivano i gruppi centrali e, per oltre centocinquanta anni, sono stati loro erroneamente attribuiti il dialetto e il nome di mwhanakota: in effetti si sono sempre riferiti a sé stessi come dakota (qualificandosi, all'interno dei dakota, come "Wičhíyena"cite-ref-10[10]) e possono quindi essere definiti "dakota occidentali" (attualmente parlano il dialetto cosiddetto mwiqmwigyankton-yanktonai).
I Teton, che in epoca storica si erano trasferiti, sotto la pressione dei Chippewa (armati dai francesi), dalle grandi foreste alle grandi praterie, costituivano la porzione più occidentale della grande alleanza Sioux e parlavano il dialetto lakota.
I Teton avrebbero poi incarnato, nell'immaginario del mondo occidentale, l'immagine tipica dell'"indiano americano", pur essendo stati protagonisti di una civiltà di necessità, basata sul cavallo e sulla caccia al bisonte che durò in effetti soltanto pochi decenni. Una volta separati, di fatto (ma sempre conservando la memoria dell'origine comune), dai gruppi più orientali, i Teton ricrearono al loro interno la originaria suddivisione nei Sette Fuochi del Consiglio, articolandosi nei seguenti sottogruppi (mwjqoyate):
1. mwkaOglala (mwkqColoro-che-si-disperdono)
2. mwkwSichangu (o mwlaCosce Bruciate ovvero mwlqBrulé)
3. mwlwMinneconjou (più precisamente mwmaMnikan'oju o mwmqMnikowoju, ossia mwmg[Seminatori d'un] campo vicino al fiume)
4. mwnaHunkpapa (mwnqChe-si-accampano-all'ingresso)
6. mwowOohenonpa (o mwpaDue Marmitte)
7. mwpgItazipcho (o mwpwSans Arcs, da mwqaitazipa, "arco" e "čo", abbreviazione di mwqqčodan, "senza").
Anche gli Yanktonai si suddividevano in due "oyate": gli Yanktonai superiori e gli Hunkpatinacite-ref-11[11] ("Si accampano all'estremità") o Yanktonai inferiori.
Gli mwsaAssiniboin facevano originariamente parte dei Sioux (in particolare, secondo la leggenda, degli Hunkpatina), ma poi, probabilmente nel XVII secolo, si distaccarono dalla loro gente d'origine per spostarsi verso le regioni mwsqcanadesi di mwsgManitoba e del mwswSaskatchewan, mantenendo il loro idioma di origine sioux (nakota), ma entrando in uno stato di guerra permanente con tutto il resto della vecchia confederazione sioux, che infatti li definiva Hohe (ribelli), nome del quale essi andavano del resto fieri.
La collocazione della Nazione
Sono pervenute pochissime informazioni sui Sioux nei tempi precedenti all'arrivo degli mwtgeuropei nel mwtwcontinente americano. Secondo alcuni studi, alla fine del mwuaCinquecento queste popolazioni dovevano essere stanziate in un'area corrispondente circa all'attuale Stato della mwuqCarolina del Nord e un centinaio di anni dopo, probabilmente a causa della costante minaccia rappresentata dalla vicina e potente Lega degli mwugIrochesi, essi sembra abbiano dovuto risalire il corso del fiume mwuwMissouri, fino a stabilirsi nelle foreste a ovest dei mwvaGrandi Laghi, dove sarebbero rimasti almeno per tutto il mwvqSeicento.
A causa della crescente pressione dei loro nemici mwvwOjibway o Chippewa, i Sioux (con l'eccezione del sottogruppo mwwaSantee, rimasto nelle foreste del mwwqMinnesota orientale fino al mwwg1862) si spostarono nelle mwwwpraterie, nel corso di un lungo processo che li portò a dedicarsi a una mwxavita nomade sulle piste del mwxqbisonte, entrando così a far parte del numero di tribù che dettero vita alla breve ma intensissima Cultura della Prateria. Il processo di spostamento nelle praterie venne accelerato dalla comparsa del mwxwcavallo che, estintosi nel continente nordamericano durante il mwyaPleistocene, vi fece ritorno con i mwyqmwygconquistadores spagnoli.
L'attività economica e l'alimentazione
In origine probabilmente i Sioux erano agricoltori seminomadi ma ben presto si trasformarono in cacciatori nomadi, spesso al seguito delle mandrie di mwzqbisonti. Da questo animale si ricavavano carne e pelli.
Accanto alla mwzwcaccia, l'attività principale degli uomini era la mw0aguerra. I Sioux sono passati alla storia per la loro grande resistenza all'invasione degli "uomini bianchi". Per i Sioux, la guerra era per molti versi un gioco basato sul valore e sul coraggio: in certi casi essi si limitavano a toccare l'avversario per simboleggiarne l'uccisione, lasciandolo non di rado in vita; il prestigio infatti si conquistava con le gesta di puro valore e ogni "colpo" ne era la dimostrazione, reso esplicito da una penna d'aquila fra i capelli.
La vita sociale e la cultura materiale
Le donne si occupavano dei bambini, dell'orto e soprattutto della casa e l'etica sessuale era molto rigida ed era biasimata ogni forma di violazione dei relativi codici comportamentali, anche se ampiamente praticata era la fuga prematrimoniale allorché un matrimonio era avversato dalle famiglie degli interessati.
L'abitazione dei Sioux, il mw2qmw2gtipi, è una tenda conica di 4/5 metri di diametro coperta di pelli di bisonte. Da 10 a 20 pertiche di legno erano alzate sul terreno in un circolo, legate insieme all'estremità superiore e coperte da pelli di bisonte cucite insieme; in alto rimanevano due aperture mobili per far uscire all'occorrenza il fumo. Un foro ovale in basso, posizionato ad est, consentiva l'accesso; l'interno aveva il focolare nel centro e tutto intorno sedili e letti di pelliccia. Sempre all'interno un controtelo fungeva da isolante per l'umidità, per il freddo e il caldo. Il posto riservato al capofamiglia era di fronte all'entrata, quindi ad ovest, la zona più protetta dalle correnti d'aria. A sud stava la donna; qui teneva tutti gli oggetti che le servivano per i lavori domestici, ed anche tutti i letti della famiglia. A nord si trovavano varie suppellettili e i giacigli degli ospiti.
Il mw3atipi era fabbricato dalla donna, portava spesso decorazioni esterne e, perfezionato nei secoli, era molto leggero e semplice da montare e smontare. Anche il mw3qtipi, come il guerriero a cavallo che caccia i bisonti, fa parte dell'immaginario creato nel mondo occidentale riguardante gli "indiani d'America".
La spiritualità
Grande importanza veniva attribuita dai Sioux alla figura del mw4qcerchio: la disposizione del villaggio era circolare, gli anziani sedevano in cerchio durante le cerimonie, il cielo e la terra erano considerati circolari.
La loro spiritualità si basa sull'idea di mw4wwakan, espressione della forza soprannaturale che permea l'universo, le persone e le cose, di cui il dio mw5aWakan Tanka era la massima incarnazione (mw5qWakan Tanka era, è, e sempre sarà - affermano i Sioux - mw5gEgli è il Grande Mistero. È uno e molti. È il Signore di tutte le cose, il Grande Spirito, il Creatore. Colui che dirige e regge l'universo.cite-ref-12[12] Altra espressione per indicare Wakan Tanka è mw6wAteyabi, ossia "Dio Padre".
Sue emanazioni sono i quattro Spiriti superiori: mw7qSkan, il Cielo, protettore della potenza creatrice, giudice degli uomini e degli stessi Spiriti, una cui figlia era mw7gAnog Itè; mw7wWi, il Sole, protettore del coraggio, della generosità e della lealtà; mw8aMaka, la Terra, protettrice della vita, e mw8qInyan, la pietra, protettrice dell'autorità e del genio artistico. Tutte queste ipostasi di Wakan Tanka sono responsabili dell'equilibrio dell'universo.
Vengono poi gli Spiriti Associati, complementari degli Spiriti Superiori: a Skan era infatti associato mw8wTate, il Vento; a Wi era associata mw9aHanwiyanpa, la Luna; mw9qWohpe era collegata a Maka e rappresentava la figlia del Sole e della Luna, protettrice dell'amore e della pace e infine a Inyan era associato mw9gWakinyan, il Tuono che segnala la potenza della natura.
Infine gli Spiriti Imparentati: lo Spirito del Bisonte, lo Spirito dell'Orso i Quattro Venti e il Turbine.
La vita Spirituale delle comunità non prevede sacerdoti o persone che si elevino rispetto agli altri, perché viene ritenuto dannoso dare in mano ad un solo uomo un potere così grande. Piuttosto all'interno della comunità vi sono figure che possono ritenersi "speciali", ovvero persone dotate di "poteri spirituali", doni ricevuti attraverso visioni e sogni dal Grande Spirito come l'interpretazione dei sogni.
La Spiritualità nativa non è da considerarsi una religione, ma un modo per essere in relazione con l'Universo, "mitakuye oyasin" tutto è connesso, tutto è collegato. Non esistono gerarchie. La Spiritualità è basata su un profondo rapporto di rispetto e armonia con gli elementi, tutti in relazione tra loro.
La sacra Pipa
La Pipa è l'oggetto più mwaqisacro per le nazioni delle grandi pianure ed è anche diffusa in altre aree culturali. Essa è principalmente uno strumento di preghiera, detta in mwaqmlingua lakota mwaqqchanupa. Secondo la tradizione la Pipa era stata donata agli uomini da mwaquWhopi, la Donna Bisonte Bianco.
La Pipa è composta di due parti distinte: il cannello (ottenuto da legno di acero) e il fornello, ricavato da una pietra rossa (la mwaqgcatlinite) che può essere reperita in unico posto al mondo: mwaqkPipestone in mwaqoMinnesota. Quando non viene utilizzata le due parti devono assolutamente rimanere separate; mantenerle collegate costituirebbe un grave mwaqssacrilegio, perché l'atto di congiungerle equivale all'unione del maschile e del femminile, del Cielo e della Terra. Di solito viene fumata la corteccia interna del salice rosso (mwaqwcanšaša) addolcita con altre erbe o con mwaq0canli icahiye, una corteccia aromatica proveniente dal mwaq4Montana (mwaq8canli significa anche "tabacco"). La Pipa rappresenta una potente unione tra mondo fisico e mondo metafisico: quando viene usata accomuna tra loro i fumatori in senso orizzontale e chi fuma con il mondo metafisico in senso verticale (il fumo infatti sale in alto). Giurare il falso con una Pipa accesa in mano è considerata un'offesa gravissima: da qui l'uso della Pipa come strumento di pace e di riconciliazione.
mwari«La più potente protezione che abbiamo contro il male è la nostra Pipa. Io uso la mia quasi ogni volta che eseguo una cerimonia. La Pipa è un dono sacro ricevuto dai Sioux e rappresenta per noi la comunanza che abbiamo con Wakan Tanka e gli Aiutanti. Tenere in mano la Pipa e usarla nelle cerimonie equivarrebbe per un cristiano tenere Gesù Cristo fra le mani mentre prega»
Frank Fools Crow (1890-1989)
Le sette cerimonie
Fino al mwary1870 i Sioux praticavano numerosi mwarcrituali. Da questa data in poi però il governo degli mwargStati Uniti vietò la pratica della spiritualità nativa e l'uso della lingua, proibendo perfino le danze e qualunque rituale non cristiano. Con queste leggi i bianchi volevano far integrare forzatamente i nativi nella loro società, trasformandoli da cacciatori nomadi in agricoltori sedentari. I Sioux furono una delle poche tribù delle Pianure, insieme agli mwarkCheyenne, che attutirono i danni di queste leggi continuando a praticare di nascosto i propri riti.
Nelle cerimonie svolgevano un ruolo fondamentale alcuni oggetti carichi di valenze simboliche, ritenuti indispensabili per il corretto svolgimento dei riti. Grande importanza avevano ad esempio le mwarspiume: il copricapo ricoperto di tali ornamenti aveva lo scopo di dimostrare l'audacia di chi l'indossava; da ricordare anche i mwarwguanti coperti da becchi d'uccello che, vibrando durante le danze, producevano un suono tintinnante che ben si accordava al mwar0ritmo del mwar4tamburo. Le mwar8maschere completavano l'abbigliamento cerimoniale, permettendo allo sciamano di trasformarsi idealmente nell'essere che voleva rappresentare e favorendo l'mwasaestasi. Le danze spesso erano accompagnate dal tamburo, strumento destinato a facilitare il collegamento con l'altro mondo, e dal mwaseflauto a sei buchi, quattro che rappresentavano i venti e due la terra e il cielo.
Le cerimonie tradizionali dei Sioux erano sette:
• mwasumwasyInipi o Capanna della purificazione (sorta di sauna)
• mwasgWiwànyank Wacìpi o mwasoDanza del sole
• mwaswHanbleceyapi: la mwas4ricerca di visione
• mwataWanagi yuhapi: la custodia dello Spirito
• mwatqHunkapi: La cerimonia di affratellamento
• mwatcIšnata Awicalowan: la cerimonia della pubertà femminile
• mwatsTapa Wanka Yeyapi: il lancio della palla
La Danza del sole
La mwaueWiwànyank Wacìpi, Danza del Sole, è anch'essa considerata dono della Donna Bisonte Bianco. Fu praticata dai Sioux fino al severo divieto imposto dai dominatori bianchi. Essa poteva essere organizzata in ringraziamento d'un beneficio ricevuto da Wakan Tanka, come ad esempio un bimbo guarito da una grave malattia o in generale favore della propria gente (in tempi ad esempio di carestia), ovvero per diventare sciamano (mwauiwicaša wakan).
La cerimonia esigeva una sviluppata capacità di resistenza al dolore e di paziente auto-controllo.
Il periodo d'elezione era situato nella luna piena fra giugno e luglio e la durata complessiva giungeva fino a 12 giorni. I primi 4 giorni erano normalmente dedicati a individuare il teatro della cerimonia e a organizzarlo. In questo periodo si rafforzavano i vincoli interfamiliari, con reciproche visite di cortesia e scambi di doni, mentre alcune donne appositamente selezionate per le loro virtù erano incaricate di individuare l'albero di pioppo per la grande tenda in cui si sarebbe svolta la cerimonia.
I 4 giorni successivi il candidato si riuniva nella tenda del Consiglio, alla presenza degli sciamani che ne agevolavano la preparazione spirituale.
I 4 giorni finali prevedevano la costruzione del sito cerimoniale - un cerchio delimitato da una palizzata di rami fronzuti, a Est del quale si sarebbe rizzata la tenda cerimoniale. La "danza del Bisonte" era tenuta in occasione dell'identificazione del palo di pioppo biforcuto destinato alla cerimonia vera e propria. Non appena questo era tagliato lo si adornava e lo si collocava al centro della tenda cerimoniale. Il terzo giorno si predisponevano le corregge di cuoio di mwaucbisonte o di daino necessarie al rito e infine, dopo ulteriori preghiere e aver adornato lo stesso candidato (o candidati), si procedeva al rito finale.
La persona - il cui corpo era dipinto di rosso dalla vita in su e di nero in varie altre parti del corpo, mentre mani e piedi erano colorati di blu e di rosso e la faccia di nero e di rosso - era allora collegata al palo tramite le corregge, fatte passare lì dove il palo si biforcava. Due uncini venivano agganciati a una bacchetta di materiale resistente (spesso ossicini di bisonte) e conficcata nel petto al di sopra dei capezzoli tramite lame affilate e punteruoli appuntiti in modo che, inarcandosi con decisione all'indietro, il soggetto potesse lacerarsi le carni così trapassate.
Per chi intendeva diventare sciamano esisteva anche la cerimonia di "Fissare-il-Sole-Bisonte", che prevedeva ulteriori ferite procurate sul dorso, al quale venivano appesi pesanti teschi di bisonte, oppure la cerimonia di "Fissare-il-Sole-attaccato-al-palo", con prove di sopportazione del dolore tanto del dorso quanto del petto. Una terza variante era il rito di "Fissare-il-Sole-sospeso", in cui il corpo veniva sollevato e abbassato ritmicamente nel corso della danza tramite le anzidette corregge, mentre il candidato seguitava a stringere nella destra un ramoscello di salvia.
La cerimonia finiva allorché questi riusciva da solo a strapparsi di dosso gli impacci creati da uncini, asticelle e corregge. Dopo di che si procedeva alle medicazioni necessarie e alla fumata rituale con la pipa, col suo custode che dedicava la fumata a Wakan Tanka perché proteggesse il popolo che gli aveva dedicato quel sacrificio singolo o multiplo.
Deportazione forzata dei Sioux da parte del governo statunitense
Nell'ultima parte del XIX secolo, con la posa dei binari delle ferrovie, i cacciatori (come mwau0Buffalo Bill) ingaggiati per rifornire di carne fresca i lavoratori, annichilirono quasi le sterminate mandrie di mwau4bisonti, l'alimento-base dei nativi americani, contribuendo non poco a sedentarizzare le popolazioni delle pianure.
Per primi toccò ai mwavaSantee, che furono costretti ad accettare di vivere nelle riserve identificate dai bianchi in cambio dei loro abituali territori di caccia, e a trasformarsi in allevatori di bestiame domestico e coltivatori di mwavemais, diventando sempre più dipendenti dai versamenti annuali elargiti graziosamente dal governo federale in base agli accordi forzosamente fatti sottoscrivere. In mwaviMinnesota, i trattati di mwavmTraverse des Sioux e Mendota del 1851 lasciarono ai Sioux una riserva di non più di 20 miglia di diametro ai lati del mwavufiume Minnesota.
Le grandi rivolte dei Sioux
Nel 1862, dopo un fallito raccolto e prima dell'inevitabile carestia invernale, il pagamento federale tardò a giungere. I trafficanti locali non vollero concedere ulteriori crediti ai Santee e l'agente federale della riserva disse ai Santee che erano 'liberi di mangiare l'erba oppure i loro escrementi'. Come conseguenza, il 7 agosto mwav01862 cominciò la mwav4rivolta dei Sioux, allorché pochi Santee uccisero un agricoltore bianco e gran parte della sua famiglia, innescando ulteriori attacchi contro gli insediamenti dei bianchi lungo il fiume Minnesota. I Santee aggredirono poi l'emporio e l'agente federale della riserva fu trovato ucciso con la sua bocca riempita di erba. Nessuno conosce l'esatto numero, ma furono massacrati fra i 500 e i 1000 civili: uomini, donne e bambini, in maggioranza immigrati tedeschi, fin quando le forze dello Stato e quelle federali (circa 25000 uomini in tutto) non posero fine alla rivolta. mwav8Corti marziali processarono e condannarono a morte per impiccagione 303 Santee per 'crimini di guerra'. Numerose testimonianze di prima mano descrissero razzie e uccisioni di bianchi da parte dei Santee.
Il Presidente mwaweAbraham Lincoln commutò la sentenza di morte per 284 di quei guerrieri, convalidando l'esecuzione per impiccagione di 38 Santee il 26 dicembre 1862. La sentenza fu eseguita a mwawiMankato (Minnesota) e rimane tuttora la più ampia esecuzione di massa nella storia giudiziaria degli Stati Uniti.
Durante e dopo la rivolta, molti Santee abbandonarono il Minnesota e il Dakota orientale, riunendosi ai loro parenti nel West, o insediandosi nella Vallata del mwawqfiume James in una riserva di breve vita prima di essere forzosamente deportati verso la riserva Crow Creek sulla sponda orientale del mwawufiume Missouri. Altri riuscirono a rimanere in Minnesota e più a oriente, in piccole riserve che ancora esistono all'inizio del XXI secolo, ivi compresa quella di Sisseton-Wahpeton, Flandreau e Devils Lake (Spirit Lake o Fort Totten) nei due Dakota. Altri Santee infine finirono il loro peregrinare nel mwawyNebraska, dove la tribù dei Santee Sioux oggi ha una riserva sulla sponda meridionale del fiume Missouri.
I Teton si sollevarono, invece, a seguito del massacro degli Cheyenne di Motavato ("Caldaia Nera"), commesso dai "Colorado Volunteers" del colonnello Chivington a Sand Creek (29/11/1864), quando mwawgCoda Chiazzata scatenò gli Sichangu e le altre tribù, compresi gli alleati mwawkCheyenne e mwawoArapaho, lungo il mwawsfiume Platte, assediando e distruggendo Julesburg, nel Colorado, (07/01/1865) e riducendo a mal partito le truppe statunitensi nell'intero territorio prima di accondiscendere al Trattato di Fort Laramie del 1866.
Una rivolta di non minore importanza, condotta dai Teton nella regione del Powder River e lungo il Bozeman Trail, fu quella chiamata "di mwaw4Nuvola Rossa", la quale coinvolse nuovamente anche mwaw8Cheyenne e mwaxaArapaho, e che si concluse, in termini favorevoli per gli indiani, con l'abbandono e la distruzione dei forti dislocati lungo la "Pista dei ladri" e col mwaxeTrattato di Fort Laramie del 1868.
L'ultima grande azione di resistenza condotta dai Teton Sioux (ma non senza il contributo dei Cheyenne e perfino dell'ultimo gruppo non mwaxmpacificato dei loro vecchi mwaxqalleati dell'Est, i Santee guidati dall'irriducibile Inkpaduta) ebbe luogo tra il 1875 e il 1876, e culminò nella mwaxybattaglia del Little Bighorn, una delle più grandi vittorie militari ottenute dagli indiani americani sull'esercito statunitense.
Scomparso il bisonte, negli anni successivi, tutti i Sioux furono alla fine costretti nelle riserve e, nel 1890, quattro giorni dopo Natale, sul torrente mwaxgWounded Knee il mwaxk7º Cavalleria trucidò nella neve e nel ghiaccio un'intera banda di disperati Mineconjou, donne e bambini compresi, e ponendo così fine alla resistenza dei nativi, o meglio suggellando con un orribile massacro quasi 100 anni di ingiustizie, soprusi e tradimenti da parte degli Stati Uniti d'America.
I trattati stracciati
Nel mwaxw2007 un gruppo Sioux Lakota, facente parte dell'ala più radicale dell'mwax0AIM, ha rivendicato i territori dove vissero i loro padri e, nell'intento di sfidare il governo degli Stati Uniti, ha stracciato gli accordi firmati dopo le vittorie conseguite sul generale Custer a mwax4Little Bighorn (25 giugno mwax81876) e su Crook nel Montana, con il presidente degli USA mwayaUlysses S. Grant. Dopo trentaquattro anni dalla loro ultima rivolta, i Sioux vogliono ora costituire uno Stato indipendente. Si tratta in realtà di un gruppo ristretto che ha agito senza il consenso del Consiglio tribale.
Note
cite-note-11. ↑ citereftreccani-siouxmwaykmwayoSioux, in mwaysTreccani.it – mwaywVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. mway0URL consultato il 9 agosto 2018.
cite-note-22. ↑ mwaze mwazimwazmBruno Migliorini mwazqet al., mwazumwazyScheda sul lemma "Sioux"mwazk, in mwaaemwaaiDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwaamISBNmwaaq 978-88-397-1478-7.mwaay
cite-note-33. ↑ mwaaomwaasmwaawSioux | Sapere.it, su mwaa0sapere.it. mwaa4URL consultato il 22 aprile 2021.
cite-note-44. ↑ mwabimwabmmwabqSioux nell'Enciclopedia Treccani, su mwabutreccani.it. mwabyURL consultato il 22 aprile 2021.
cite-note-55. ↑ mwaboJacopo Caggiano, mwabsmwabwLakota Sioux, su mwab0Patton Action Figures, 22 marzo 2018. mwab4URL consultato il 22 aprile 2021.
cite-note-77. ↑ Nel linguaggio dakota contemporaneo, a partire dai primi decenni del Novecento, il gruppo consonantico mwacy-md- è stato sostituito dal gruppo mwacc-bd-, per cui oggi il nume del mwacgtonwan è mwackBdewákhathuŋwaŋ (Ullrich, pag. 6).
cite-note-nld-88. ↑ Ullrich, pag. 2.
cite-note-99. ↑ La denominazione di "mwadwThítȟuŋwaŋ" è ormai diventata arcaica ed è stata sostituita, nella lingua di oggi, dal puro e semplice "mwad0Lakȟóta" (Ullrich, pag. 1)
cite-note-1010. ↑ Wičhíyela secondo i Teton (cfr. Ullrich, mwaeead nomen).
cite-note-1111. ↑ Da non confondere con l'omonimo mwaeuthiyóšpaye (clan) degli Oglala (in lakota "Hunkpatila") al quale apparteneva il celeberrimo capo mwaeyCavallo Pazzo.
cite-note-1212. ↑ Enzo Braschi, mwaeoIl popolo del Grande Spirito, Milano, Mursia, 1986, p.mwaes 50.
Bibliografia
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• Joseph Epes Brown, mwafeLa Sacra Pipa, Milano, Rusconi, 1975 (trad. it. dell'originale mwafiThe Sacred Pipe: Black Elk's Account of the Seven Rites of the Oglala Sioux, Norman, University of Oklahoma Press, 1953).
• George Catlin, mwafqNorth American Indians, Philadelphia, 1885.
• Royal B. Hassrick, mwafyI Sioux, Milano, Mursia, 1983 (trad. it. dell'originale mwafcThe Sioux. Life and Customs of a Warrior Society, Norman, University of Oklahoma Press, 1964). IASBN 9788842543664
• Gordon MacGregor, mwafkWarriors without Weapons, Chicago, University of Chicago Press, 1946.
• John G. Neihardt, mwafsAlce Nero parla, Milano, A. Mondadori, 1973 [I ed. Milano, Adelphi, 1968] (trad. it. dell'originale mwafwBlack Elk speaks: being the life story of a holy man of the Oglala Sioux, The University of Nebraska Press, 1961).
• mwaf4(EN) Ullrich, Jan, mwaf8New Lakota Dictionary: Lakhótiyapi-English / English-Lakhótiyapi & Incorporating the Dakota Dialects of Santee-Sisseton and Yankton-Yanktonai, Bloomington, Lakota Language Consortium, 2008 (ISBN 0-9761082-9-1)
• Vittorio Zucconi, mwagiGli spiriti non dimenticano, Milano, Oscar Mondadori, 1996
• Bruce Ingham, mwagqEnglish-Lakota Dictionary, Londra, Routledge, 2001
Voci correlate
• mwaggAssiniboin
• mwagwDakota (gruppo etnico)
• mwag4Guerre Sioux
• mwahaLakota
• mwahiLingua dakota
• mwahqLingua lakota
• mwahyLingue dakotan
• mwahgLingue siouan
• mwahoMitakuye Oyasin
• mwahwNakota
• mwah4Nativi americani
• mwaiaRepubblica Lakota
• mwaiiSioux (lingua)
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSioux, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiasioux, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Sioux, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaikI Sioux e le tribù dei nativi d'America, su 8901.it. URL consultato il 4 luglio 2005 (archiviato dall'url originale il 3 aprile 2005).
• mwais(EN) Sui trattati fra USA e Sioux, su dlncoalition.org. URL consultato il 28 gennaio 2006 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2006).